Capsule d’auteur

Collezioni

CAPSULE D’AUTEUR

Le “capsule d’auteur” o “collezioni d’autore” sono frutto di un intenso processo di contaminazione artistica da parte del Brand. Baldi, che nei secoli si è posta la missione di diffondere l’arte nel mondo attraverso le proprie creazioni, si pone al pubblico come soggetto “influenzato” dall’arte e della creatività di soggetti esterni, mettendo a disposizione tutte le sue conoscenze dei segreti artigianali Rinascimentali fiorentini. Attraverso questo percorso esplora così la relazione con se stesso, con il suo passato, con la sua expertise, ma anche con gli artisti scelti per dare vita a queste collezioni inimitabili. Ognuno degli artisti interpreta il Brand e le sue peculiarità, esaltandole a suo piacimento, declinandole in base alla propria arte, filosofia, sensibilità, conoscenza.

Magnus Gjoen, attraverso la sua collezione inedita “Tempus Fugit”, si avvicina alle pietre preziose Baldi, come la Malachite, il Cristallo di Rocca, la Rubyzoisite, l’Acquamarina, ma anche l’Ossidiana Nera e marmi pregiati. Una pervasione della filosofia Barocca prende campo, dove la decontestualizzazione della materia stessa avviene e si fonde con l’oggetto. Mediante i suoi “Uzi”, “Granate” e “Scarabei”, il lavoro di Gjoen disegna una linea delicata tra l’umorismo e lo stupore, accompagnata da una bellezza senza rivali.

Pavel Pietrof, la cui arte è caratterizzata da uno stile fortemente classico, crea capolavori immortali nel tempo. Eleganti cigni forgiati nel bronzo, dorati 24 carati, adornano preziosi obelischi realizzati con oltre mille carati di Acquamarina, ma anche coppe in cristallo di rocca e rubyzoisite, fantastici piccoli monumenti e vasi. Questi pezzi d’arte sembrano arrivare da un mondo incantato, fatto di favole e creature mitologiche. Protagonista indiscusso di questa collezione è il Cigno Cavaliere, misterioso personaggio che appare nell’ultimo capitolo del poema epico “Parzival”.

Duccio Maria Gambi, artista contemporaneo fiorentino esplora invece la materia, i quarzi, i minerali, l’essenza ancor prima della forma finale che porta al processo creativo e produttivo. Usa la tecnica del contrasto, aggiungendo pochi elementari elementi ai blocchi solidi di cristallo. Attraverso i dettagli geometrici e funzionali, fonde i materiali opachi come il Marmo Verde di Guatemala non lucidato con i blocchi più imponenti in natura di Cristallo di Rocca (dal peso di una tonnellata), nella sua parte più grezza e affascinante.

Luca Bojola collabora in maniera stabile con il Brand da ormai due decadi, accompagnandolo attraverso lo scoperta di stili classici più freschi e leggeri, alle collezioni bagno, ai pezzi monumentali. Tra il passato ed il presente, offre una declinazione stessa del suo stile materico, richiamando le tecniche che avevano portato alla realizzazione delle famose vasche di quarzo. Nel suo tavolo “Butterlies” e nel “Trono di Shen”, la emerge il contrasto tra la morbidezza del design e la durezza del Cristallo di Rocca, emblema della sua arte fatta di contrapposizioni e superamento dei confini estetici.

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